Pepe: “la Giunta Marsilio assente ingiustificata nella vertenza sulla Popolare di Bari. A pagarne gli errori saranno i piccoli comuni ed il tessuto imprenditoriale”

“Sulla vicenda legata al futuro della Banca Popolare di Bari la Giunta Marsilio è stata
completamente assente, inefficace ed inutile ed a dirlo non sono io, ma sono stati i sindacati
stessi che, con un’apposita nota, hanno condannato l’operato e l’inerzia del Governatore e
dell’Assessore Febbo che, in sei mesi, non sono riusciti a contattare i commissari ed aprire,
con loro, un tavolo di confronto costruttivo che potesse tutelare la nostra regione”
sottolinea il Consigliere e Vice Capogruppo Regionale del Pd, Dino Pepe.
 
“Purtroppo i risultati raggiunti, si fa per dire, sono sotto gli occhi di tutti: con l’accordo
siglato sui tavoli nazionali, che ha visto la nostra Regione tagliata fuori da ogni confronto,
ci saranno 91 filiali chiuse in tutta Italia, di cui ben 39 in Abruzzo, e ben 650 esuberi tra i
dipendenti, pari a circa il 25% degli attualmente occupati” prosegue Pepe. “L’Abruzzo
risulta così essere fortemente penalizzato da questo accordo e tanti comuni dell’entroterra,
già offesi dal terremoto ed alle prese con una ricostruzione lenta, perderanno il loro
servizio bancario con la chiusura delle filiali. Tutto questo anche grazie al Governatore
Marsilio e alla sua Giunta che è stata ferma per ben sei mesi tradendo così le promesse di
impegno fatte ai sindacati, ai lavoratori, agli imprenditori ed agli amministratori dei tanti
comuni abruzzesi che perderanno così un importante punto di riferimento”.
 
“Noi, dall’apposizione, abbiamo cercato in ogni maniera di promuovere azioni e di
stimolare il governo regionale su questo delicato tema proponendo risoluzioni ed
interrogazioni ad hoc, ma non c’è stato verso di ottenere ascolto” chiosa il Vice
Capogruppo Regionale del Partito Democratico. “Ora, dopo l’Assemblea del 30 giugno
prossimo, a cui non prenderà parte purtroppo nessun socio abruzzese, la Popolare di Bari
passerà al medio credito centrale e si scatenerà una “guerra” tra i sindaci abruzzesi per
tutelare il proprio territorio e garantire il mantenimento della propria filiale. Ci auguriamo
che almeno stavolta, dopo aver fatto “orecchie da mercante” per ben sei mesi, la Giunta
Regionale prenda una posizione forte e netta provando, per quanto possibile, a tutelare gli
interessi del nostro territorio che non può permettersi l’ennesimo smacco”.