LINGUA BLU, VIA ALLE VACCINAZIONI

(Da “Il Centro” del 26 settembre 2014) Salve le pecore abruzzesi e salvo, di conseguenza, uno dei prodotti che sta rendendo celebre l’Abruzzo
in tutto il mondo, l’arrosticino. Lunedì parte la campagna di vaccinazione contro la lingua blu. Ci sono già a
disposizione 60mila dosi, parte delle quali provenienti dalla Sardegna, e altre 400mila ne arriveranno entro la
prima decade di ottobre. Il punto è stato fatto ieri sera a Rapino, alle porte di Teramo, in una riunione a cui hanno
partecipato gli allevatori teramani – da cui è partito una quindicina di giorni fa il grido d’allarme sull’epidemia che
ormai si è diffusa in tutta la regione – l’assessore regionale all’agricoltura Dino Pepe, il direttore del servizio
veterinario di sanità animale della Asl di Teramo Lino Antonini e Massimo Scacchia in rappresentanza dell’istituto
zooprofilattico “Caporale”. «Il piano per affrontare l’emergenza blue tongue è stato tracciato dal comitato regionale
zooprofilattico, deputato a governare queste crisi», osserva Pepe, «Iniziamo lunedì negli allevamenti dove ci sono
i focolai e nelle greggi d’alta quota che devono affrontare la transumanza verso le sedi invernali in cui l’epidemia
non si è estesa. Saranno i veterinari delle Asl a fare le vaccinazioni, così come le certificazioni dei decessi e
aborti, necessarie per gli indennizzi». Finita la campagna di vaccinazione – saranno necessarie due dosi a capo,
per ora ci si concentrerà sugli ovini – entro 28 giorni gli animali diventeranno resistenti al virus e quindi
diventeranno immuni. «Grazie alla forte sinergia tra la Regione e l’istituto zooprofilattico», dichiara l’assessore alla
sanità, Silvio Paolucci, «l’emergenza è tenuta sotto controllo e tutte le misure di contenimento sono state adottate.
La Regione, anche grazie alla collaborazione con l’assessorato all’agricoltura, si è immediatamente attivata per
acquistare le dosi di vaccino che saranno somministrate agli animali da oggi alla prossima primavera, secondo un
preciso piano di vaccinazione». Il patrimonio zootecnico abruzzese è oggi costituito da circa 200mila capi
ovi-caprini e da 66mila bovini, un patrimonio che rappresenta un valore di tutto rilievo per l’economia della
Regione. Per salvare ogni pecora abruzzese la Regione spenderà, solo di vaccini, due euro, visto che ogni dose
costa un euro. A questo si aggiungono anche i rimborsi per le pecore morte e per gli aborti a causa del virus. Alla
riunione di mercoledì sera a Rapino con gli allevatori teramani, era presente anche una folta rappresentanza di
allevatori marchigiani, che aspettano ancora l’attuazione di un piano anti-lingua blu. «In effetti come Regione
abbiamo avuto una reazione immediata», aggiunge Pepe, «siamo soddisfatti dei tempi di intervento, e di questo
ringrazio servizi veterinari e Zooprofilattico. Abbiamo avuto l’apprezzamento anche degli allevatori marchigiani
che hanno le loro pecore sui nostri monti». Scendendo nel dettaglio, per la provincia di Teramo ci sono già a
disposizione 20mila dosi per gli allevamenti in cui ci sono i focolai di blue tongue e quelli di montagna. Dalla prima
settimana di ottobre saranno acquistate altre 90mila dosi di vaccino (che fanno parte dello stock delle 400mila)
per tutti gli altri capi ovini. La campagna vaccinale sarà svolta dai veterinari della Asl e in particolare la Regione
sta prendendo contromisure per colmare, almeno in parte, le carenze di organico nel Teramano. La soluzione al
momento è aumentare ai 16 veterinari che lavorano a 4 ore a settimana per la Asl di Teramo l’orario di altre 6 ore
a settimana, in modo da raggiungere una completa operatività sul territorio. L’iter burocratico si sta completando
in questi giorni.