Flop del bando a sostegno di agricoltori e PMI del comparto: “criteri di accesso sbagliati e troppa burocrazia hanno permesso la partecipazione di appena 1,6% degli interessati”

I primi di ottobre l’Assessore all’Agricoltura Imprudente aveva annunciato un “bando per il sostegno eccezionale” a favore di agricoltori e PMI del comparto agricolo particolarmente colpiti dalla crisi generata dal Covid-19 oggi purtroppo però scopriamo che questo si è rivelato un vero e proprio flop” dichiara il Consigliere e Vice-Capogruppo Regionale del Pd, Dino Pepe. “Infatti la misura annunciata dalla maggioranza di centrodestra e dall’Assessore leghista come addirittura “miracolosa”, quella che doveva servire a dare liquidità alle aziende abruzzesi messe in ginocchio dalla pandemia si è trasformata, nei fatti, in un vero e proprio disastro ai danni degli agricoltori abruzzesi”.

Una misura sbagliata nel suo impianto e che certifica la scarsa conoscenza di questo comparto da parte della Giunta Marsilio” sottolinea l’ex Assessore all’Agricoltura, Dino Pepe. “Tra i criteri di accesso ai finanziamenti, infatti, bisognava dimostrare una riduzione di fatturato che però, per le caratteristiche tipiche delle imprese agricole, non è stato possibile documentare, escludendo a monte la possibilità a tanti agricoltori, soprattutto ai piccoli, di rispondere al bando. Così abbiamo scoperto che, sulle potenziali 39 mila aziende a cui si riferiva il bando, a causa di una esasperata burocrazia, di parametri troppo stringenti e di una mancata selezione degli interventi risultano di fatto presentate pochissime domande: appena 635, che corrispondono a circa l’1,6% della platea totale interessata alla misura”.

In pratica, per un bando che aveva una dotazione finanziaria pari a 9,5 milioni di euro, si rischia che, qualora fossero ammesse al finanziamento tutte le domande arrivate, verranno concessi finanziamenti per appena 2.555.000 euro. “Un clamoroso buco nell’acqua, altro che sostegno eccezionale – prosegue Dino Pepe – in più, ad ora, non è chiaro come la Giunta Marsilio intenda impiegare i 7 milioni di euro rimanenti e come questi verranno eventualmente assegnati. A mio avviso sarebbe utile destinarli allo scorrimento di alcune graduatorie del PSR, come ad esempio il cosiddetto “Pacchetto Giovani”, per dare ai nuovi imprenditori agricoli la possibilità di insediarsi in agricoltura oppure la misura “4.1” finanziando i piccoli investimenti cosiddetti sotto soglia”.

Spiace infine constatare ancora una volta come, malgrado durante la discussione delle cosiddette leggi regionali “Cura Abruzzo” avessi ripetutamente sollecitato la maggioranza a prevedere ristori concreti per il mondo agricolo e zootecnico adottando misure con accesso semplice e diretto, come ad esempio un contributo a fondo perduto e la possibilità per gli allevatori di essere ristorati con finanziamento diretto sui capi, non sono stato minimamente ascoltato. Purtroppo l’Assessore Emanuele Imprudente non ha voluto accogliere le mie richieste, frutto di approfondimenti e confronto con i portatori di interesse in questo strategico settore dell’economia abruzzese, e non ha voluto ascoltare il grido di dolore delle aziende agricole abruzzesi e così, invece di scegliere un processo semplice di erogazione dei fondi, più consono alle esigenze del mondo agricolo, ha voluto seguire la strada di una cieca burocrazia…ed i risultati oggi sono sotto gli occhi di tutti! Intanto, al netto delle promesse fatte, è avvilente constatare come per quanto concerne l’avanzamento della spesa del PSR l’Abruzzo sia la terzultima regione d’Italia con appena il 37% speso è un rischio disimpegno di quasi 30 milioni di euro” conclude il Vice-Capogruppo Regionale del Partito Democratico.